Eduardo De Crescenzo – Ancora

Forse il tormentone dei tormentoni della musica italiana … Eduardo De Crescenzo nel 1981 presenta al Festival di Sanremo questa canzone che parla di un uomo che è stato abbandonato, niente di nuovo fin qui, abbandonato da una donna che ama, e ciò accade proprio quando ne è più che mai innamorato, quando, tra l’altro, dopo innumerevoli approcci, tentativi e difficoltà, era riuscito finalmente, secondo lui, a conquistarla.

Ma, proprio lì, sul più bello lei lo lascia, e lui è disperato: in questo la grandezza dell’interpretazione del cantante napoletano , che dal palco dell’Ariston fu in grado di trasformare in eccezionalmente drammatica una situazione sentimentale forse anche molto comune ed anche a ruoli invertiti. Il ricordo della notte d’amore passata con lei è struggente, tanto, forse, dallo spingere il disperato a fare qualche pazzia pur di riconquistarla, tanto dalla ipotizzare che nessun altra donna mai saprà “farlo volare in alto quanto lei”.

Migliacci e Mattone firmano questo brano che fu poi interpretato da cantanti famosissimi tra i quali Mina e Anna Oxa. In quell’edizione di Sanremo “Ancora” rimase fuori dalle prime dieci ma si aggiudicò il premio come miglior interpretazione, premio assegnato da una giuria presieduta dal famoso regista Sergio Leone. Nel marzo di quell’anno il 45 giri  arriva al quinto posto delle classifiche e risulterà il 42esimo disco più venduto dell’anno.

Lo stesso De Crescenzo ammetterà di aver visto stravolta la sua vita dal successo di questa canzone che rimarrà, comunque, la sua esecuzione canora indiscutibilmente più  della sua carriera

Testo:

È notte alta e sono sveglio
sei sempre tu il mio chiodo fisso
insieme a te ci stavo meglio
e più ti penso e più ti voglio.
Tutto il casino fatto per averti

per questo amore che era un frutto acerbo
e adesso che ti voglio bene io ti perdo
Ancora… ancora…ancora…
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi
non mi fai volare in alto quanto lei

È notte alta e sono sveglio
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia
che prima o poi farò lo sbaglio
di fare il pazzo venir sotto casa
tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta chiusa, chiusa…

Ancora… ancora…ancora…
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi
non mi fai volare in alto quanto lei

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