Dimenticare le cose è sinonimo d’intelligenza, a dirlo è la scienza.

Ricercatori affermano: la memoria instabile permette di accelerare l’apprendimento.

Quante volte vi sarà capitato di dimenticare il pin del bancomat, di comprare qualcosa al supermercato oppure di dare gli auguri a parenti ed amici?

Non assillatevi, anzi, congratulatevi con voi stessi perché siete più intelligenti di coloro che ricordano perfettamente ogni dettaglio. A confermarlo è il professor Edwin Robertson dell’Università di Glasgow.

Lo studio

In un lungo studio condotto su un campione di uomini e donne era stato chiesto loro di memorizzare una serie di nozioni, parole e codici e successivamente di risolvere questioni relative al problem-solving;  è emerso che coloro che dimenticavano dopo un paio di ore le cose memorizzate erano gli stessi che avevano maggiore capacità di apprendimento, spiccata flessibilità, alto livello d’intelligenza.

Conclusioni

Il team di neurologi sostiene che dimenticare è una normale funzione del nostro cervello importante per acquisire nuove informazioni. Paragoniamo il cervello ad un contenitore: quando esso si è riempito fino all’orlo di informazioni, non c’è più spazio per immagazzinarne altre cosi il contenuto trabocca. Si procede perciò con un processo di rimozione che permette alle nuove nozioni di essere apprese. Il cervello elimina le informazioni che ritiene poco importanti e irrilevanti semplicemente perché ne sta immagazzinando molti altri di maggiore interesse.

Proviamo a pensare ai ragazzi che studiano numerose materie diverse per il giorno seguente: la mattina dell’interrogazione il cervello ricorderà soltanto i concetti fondamentali, ci sarà una selezione naturale di nozioni e altri saranno scartati definitivamente.

Coloro che sono dotati di memoria instabile (quella che dimentica con rapidità) sono gli stessi che hanno ottime capacità di risolvere questioni, di adattare i loro comportamenti ad ogni circostanza, di avere un intelletto opportunamente sviluppato e di riuscire a fare numerose attività contemporaneamente.

Essere smemorati non è segno di avere qualche problema perciò tranquillizzatevi.

Forse scordare delle date importanti può risultare imbarazzante e problematico perché poi non saprete come giustificarvi, ma insomma, si può sempre rimediare in questi casi con dei regali o qualcos’altro di sorprendente per farvi perdonare.

Quando bisogna preoccuparsi?

Nel momento in cui la pedita di memoria diventa eccessivamente rilevante e compromette la vita quotidiana, è meglio rivolgersi ad un medico perché potrebbe trattarsi di Alzheimer precoce. Perdere il senso delle date, delle stagioni, non trovare le cose e perdere la capacità di ripercorrere i propri passi, difficoltà a mantenere un discorso attivo, sono tutti segni che annunciano la malattia.

Il nostro cervello, amico indiscusso da sempre, saprà suggerirci cosa vale la pena memorizzare e cosa no.

La nostra mente è come il tempo: dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.

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