Parma, novantenne cacciata dalla stanza d’ospedale perché c’è una musulmana

La figlia: “Mi ha detto che lei non poteva rimanere in camera con un uomo. Ha minacciato di chiamare suo marito, alzando la voce”

“Sono incazzata nera. Mia mamma operata ieri – 89 anni – è stata trasferita di stanza in Ospedale a Parma perché la mamma della bimba ricoverata nella stessa stanza è musulmana e quindi non può stare nella stessa stanza di notte con mio fratello che va a fare assistenza alla mamma. Dopo vari diverbi (mi dovevi avvisare che veniva un uomo ecc ecc mia mamma già disorientata ecc è stata spostata di stanza! Ma noi siamo cittadini italiani o che cosa? Se non puoi far notte in ospedale con un uomo in stanza chiami tuo marito, non che debbano spostare un anziano per la tua religione e per evitare casini! Andate affanculo voi e le leggi che ve lo permettono compresi i cattocomunisti!”. A scriverlo, su Facebook il 3 febbraio scorso, è Mariella, un’infermiera di Busseto (PR) che lavora nel reparto di Specialistica ambulatoriale dell’Ausl di via Pintor a Parma.

Lo sfogo della giovane è stato ripreso dalla Gazzetta di Parma, che ha verificato le credenziali della giovane. Che ha raccontato: “Medici e infermieri sono stati gentilissimi. Mia madre era stata operata la settimana scorsa nel reparto di chirurgia Maxillo-facciale. Vista l’età avanzata, ovviamente, aveva bisogno di assistenza continuata dopo l’intervento ed è stata sistemata in una stanza a due letti del reparto ove si trovava anche una bambina, figlia di una coppia di albanesi, che aveva al fianco la mamma”. E sino a quel momento, nulla da obiettare. Ma quando la sera è arrivato il figlio dell’anziana italiana, per assistere la madre nottetempo, è partita la protesta della donna musulmana, che chissà che si immaginava degli italiani.

“Mi ha detto”, continua Mariella, “che lei non poteva rimanere in camera con un uomo. Ha minacciato di chiamare suo marito, alzando la voce”. Alla fine l’infermiera del turno di notte “ha deciso di spostare in un’altra stanza mia madre”. La storia è finita là, ma alla bussetana è rimasto l’amaro in bocca: “Non si può accettare che si assecondino necessità che non hanno nessun fondamento…”. Ma che volete? Questa è l’Italia dei buonisti. Con le braghe calate.

Articolo tramite: ilpopulista.it

 

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Autore dell'articolo: Claudio

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