Baciare i figli sulle labbra? «Sbagliato, i bambini non sono oggetti»

Dopo David Beckam, anche il giocatore di football Tom Brady è stato criticato per il gesto d’amore immortalato in uno scatto. Ne abbiamo discusso con la pedagogista Elena Urso

Quante volte in un giorno accade di baciare i propri figli sulla bocca, abbracciarli o accarezzarli non appena l’istinto ce lo chiede? Moltissime.  Non è il modo migliore di approcciarsi ai propri bambini, parola della pedagogista Elena Urso, autrice insieme ad Elisabetta Rossini del libro  I bambini devono fare i bambini. 

In questi giorni, il dibattito sul tema è stato riacceso dalla serie «Tom vs Time» che va in onda su Facebook Watch e svela i sacrifici quotidiani del quaterback Tom Brady, per mantenersi al top. In una clip, il marito di Gisele Bündchen  bacia sulla bocca il suo figlio più grande Jack, nato dalla relazione con la precedente moglie Bridget Moynahan. Sui social network Brady è stato duramente criticato per il gesto d’affetto fatto nei confronti del bambino. Lo stesso era accaduto a David Beckam, alcuni mesi fa, dopo la pubblicazione di una foto in cui baciava sulla bocca sua figlia Harper, di 5 anni.

Perché è sbagliato baciare sulla bocca i propri figli?
«Il punto di partenza è che non si baciano i figli in bocca, perché quello che abbiamo con loro è un rapporto diverso da quello sentimentale tra adulti. In particolare, nella nostra cultura il bacio in bocca attiene a una relazione tra persone che hanno un sentimento reciproco anche erotico. Ci sono molti modi di baciare i figli: sulla guancia, sulla testa, sulle manine, è proprio sconsigliabile baciarli sulla bocca».

Quali possono essere le conseguenze di quest’abitudine?
«C’è una confusione dei ruoli, non teniamo mai conto del fatto che anche i bambini siano soggetti erotici a un certo punto. Il fatto che ci sia una latenza, in una età che possiamo comprendere tra la fine della scuola materna e una parte delle elementari, non significa che quella pulsione non ci sia. Inoltre i bambini non sono oggetti, bisognerebbe abituarsi a chiedere loro se vogliono essere baciati, anche se ci viene spontaneo coccolarli non è detto che in quel preciso momento loro ne abbiano voglia».

Un gesto fatto con amore potrebbe comunque infastidirli?
«Sì, come esercizio dovremmo abituarci a chiedere loro se sono d’accordo. Il bambino ha il diritto e lo impara solo attraverso queste piccole attenzioni, di dire di no.  Sapere dire no ad alta voce è difficilissimo, per questo motivo spesso diciamo che dovremmo essere anche contenti quando i bambini ci riescono perché è un modo che hanno per affermare se stessi. Intorno ai due anni dovrebbe essere legittimato dai genitori. Infine uno degli ambiti più importanti è quello della manipolazione del proprio corpo, anche se siamo in buona fede, fermarsi e chiedere al bambino sarebbe ideale. È fondamentale anche per il loro rapporto con l’esterno».

In che modo?
«La conseguenza più rischiosa è che un bambino pensi che sia legittimo che un adulto ti baci in bocca o ti tocchi, anche se sei un ragazzino o un bambino. Se lo fa un papà o la mamma, allora si può fare e la capacità di discriminare tra ciò che è lecito in famiglia e fuori arriva tardi. Se non si specifica già in casa, c’è il rischio che questa cosa possa essere trasportata fuori. Inoltre il famoso complesso di Edipo esiste, pensare di essere  il fidanzatino della mamma è una cosa che di nuovo crea confusione e dà un potere al bambino di cui lui non sa cosa fare».

Quali sono le altri abitudini sbagliate più comuni tra i genitori?
«Per esempio dormire sempre nel lettone con loro. Vivere il senso di esclusione dalla coppia dei genitori è funzionale alla crescita per fare chiarezza, con un’accortezza in più, per sapere che il corpo è un confine di cui dispongo solo io e nessun altro. Non è corretto nemmeno dire “vieni a dare un bacio alla mamma, abbraccia la nonna”, per esempio. Infine c’è rapporto con il proprio corpo e il senso del pudore, è sbagliato cambiarli davanti a tutti, per esempio pensando che sia un gesto innocente che non viene fatto con malizia. Il bambino deve capire come esporre il proprio corpo, dov’è il confine e che c’è rispetto di questo limite da parte degli adulti».

Articolo tramite: vanityfair.it

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Autore dell'articolo: Claudio

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